November 11, 2016

Primo episodio – Mahagonny

Tra luoghi-non luoghi e recupero di spazi urbani,

Roma rende omaggio al grande autore del ‘900

Ascesa e caduta della città di Mahagonny

di Bertolt Brecht

 

con, tra gli altri,

Margherita Arioli, Gabriele Baldo, Anna Dall’Olio, Flavio Capuzzo Dolcetta,

Martina Gatti, Claudio Molinari, Nicola Pecora, Chiara Pilloni, Letizia Russo

Antonella Gargano, Enrico Vampa

e la partecipazione straordinaria di

Nicola D’Erano

musiche dal vivo Tiziana Lo Conte

Ascesa e Caduta della Città di Mahagonny” ha trovato la sua compiuta realizzazione dopo il fortunato esperimento del “Teatro Mobile nella città rete” realizzato nell’Estate Romana 2015, in una ideale soluzione di continuità. Il Teatro Mobile ha viaggiato questa volta in alcuni luoghi-non luogo della città: dal quartiere Coppedè, agli spazi urbani nei pressi di un supermercato in disuso fino ad un luogo “naturale” della campagna romana.

Sono due le Mahagonny di Brecht e Weill. Il 17 luglio del 1927 al “Kurhaus” di Baden Baden ha luogo nell’ambito del festival “Deutsche Kammermusik 1927” la ‘prima’ del “Songspiel” che ripropone, come esempio di lavoro comune tra i due, 5 testi della brechtiana Hauspostille (Libro di devozioni domestiche) per la musica di Kurt Weill. Tra il 1928 e il 1929 Brecht rimette mano al “Songspiel” e l’opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny) verrà eseguita al “Neues Theater” di Lipsia il 9 marzo 1930. La “città inventata”, di cui si diceva nel “Songspiel”, è diventata concretamente una “città rete”: Mahagonny, insomma, è in senso concreto e insieme simbolico, il punto di partenza, con il nome evocato in apertura del testo – «Perciò in questo luogo fondiamo una città e chiamiamola Mahagonny, ossia città-rete!» – e allo stesso tempo la meta – «A Mahagonny, avanti!» –. La forma dell’opera è utilizzata da Brecht e Weill per un radicale confronto con il mondo capitalista, dominato dal denaro e dallo sfruttamento. Nelle sue Note all’opera Ascesa e caduta della città di Mahagonny, del 1931, Brecht scriveva: «L’opera Mahagonny, per quanto culinaria sia –tanto culinaria quanto a un’opera si conviene – comporta già una funzione di modificazione della società, appunto perché mette in discussione il culinarismo, perché attacca la società che ha bisogno di simili opere». Mahagonny dunque, nonostante il suo aspetto, la sua luna verde dell’Alabama e i suoi whisky-bar non è per Brecht tanto o soltanto la città americana, ma la città tout court, l’iconizzazione della società dei consumi.


Fondiamo qui una città

Chiamiamola città-rete

Fondiamo la città-rete

Trappola metropolitana

Ovunque lavoro e fatica

Ma gli uomini non desiderano

Che fare quello che vogliono

Solo piacere

Niente dolore.

Issate una bandiera

Perché tutti possano vederci.

Apriremo un bar:

Sarà il centro

Della città-rete

Dove tutto è possibile.

Solo piacere

Niente dolore.

TRINITA’ e WILLY Una città- rete esiste soltanto perché il mondo è ingiusto, perché non c’è pace, né tranquillità e non c’è nessuna certezza.

Lo spettacolo-concerto nato per il Teatro Mobile e il suo uso dinamico in luoghi insoliti da trasformare in teatro-città-rete, è stato anche provato ed è adatto alla dimensione sia del “teatro in appartamento” sia della “serata” in un locale (una sorta di nuovo kabarett metropolitano) enfatizzando i temi “esplosi” nel testo-provocazione di Brecht.

Prima di tutto, riempirsi la pancia

Poi, il sesso e la boxe

Infine ubriacarsi.

Queste le regole.

E non dimenticare:

Qui, tutto è permesso.