September 14, 2016

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BRECHT 2016 – TRE OPERE PER TRE SOLDI

Programma dell’iniziativa 

A 60 anni dalla morte di Bertolt Brecht (1898-1956) una serie di iniziative intendono rendere omaggio al grande autore del Novecento.

Il progetto, che si propone come itinerante e toccherà luoghi diversi della città, curato da Marcello Cava, Antonella Gargano e Mauro Ponzi, si incentrerà su tre opere teatrali e su un’ipotesi teatrale inedita e sperimentale per proporne l’attualità dei temi tutti legati al denaro, ai soldi e all’economia.

Il programma vuole essere un primo appunto per una TRILOGIA BRECHTIANA SUL DENARO E L’ECONOMIA di cui seguono alcune note:

Ascesa e Caduta della Città di Mahagonny” troverà la sua compiuta realizzazione dopo il fortunato esperimento del “Teatro Mobile nella città rete” realizzato nell’Estate Romana 2015, in una ideale soluzione di continuità. Il Teatro Mobile viaggerà questa volta nei luoghi dei “soldi veri”: un mercato, un supermercato e un centro commerciale.

Seguirà poi “Opera da Tre Soldi”, il capolavoro brechtiano questa volta ambientato come microazione sperimentale nel luogo dei “soldi virtuali”: la sede di una banca (con possibili estensioni a contesti analoghi ma ancora più significativi come la sede di Piazza di Pietra della Camera di Commercio o il teatro Quirinale della Banca d’Italia).

La conclusione sarà affidata all’utopia dei “soldi virtuosi” con un progetto itinerante che partendo simbolicamente dalla Città dell’Altra Economia attraverserà gli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio con “Santa Giovanna dei Macelli”.

  • Ascesa e caduta della città di Mahagonny

Sono due le Mahagonny di Brecht e Weill. Il 17 luglio del 1927 al “Kurhaus” di Baden Baden ha luogo nell’ambito del festival “Deutsche Kammermusik 1927” la ‘prima’ del “Songspiel” che ripropone, come esempio di lavoro comune tra i due, 5 testi della brechtiana Hauspostille (Libro di devozioni domestiche) per la musica di Kurt Weill. Tra il 1928 e il 1929 Brecht rimette mano al “Songspiel” e l’opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny) verrà eseguita al “Neues Theater” di Lipsia il 9 marzo 1930. La “città inventata”, di cui si diceva nel “Songspiel”, è diventata concretamente una “città rete”: Mahagonny, insomma, è in senso concreto e insieme simbolico, il punto di partenza, con il nome evocato in apertura del testo – «Perciò in questo luogo fondiamo una città e chiamiamola Mahagonny, ossia città-rete!» – e allo stesso tempo la meta – «A Mahagonny, avanti!» –. La forma dell’opera è utilizzata da Brecht e Weill per un radicale confronto con il mondo capitalista, dominato dal denaro e dallo sfruttamento. Nelle sue Note all’opera Ascesa e caduta della città di Mahagonny, del 1931, Brecht scriveva: «L’opera Mahagonny, per quanto culinaria sia –tanto culinaria quanto a un’opera si conviene – comporta già una funzione di modificazione della società, appunto perché mette in discussione il culinarismo, perché attacca la società che ha bisogno di simili opere». Mahagonny dunque, nonostante il suo aspetto, la sua luna verde dell’Alabama e i suoi whisky-bar non è per Brecht tanto o soltanto la città americana, ma la città tout court, l’iconizzazione della società dei consumi.

Fondiamo qui una città

Chiamiamola città-rete

Fondiamo la città-rete

Trappola metropolitana

Ovunque lavoro e fatica

Ma gli uomini non desiderano

Che fare quello che vogliono

Solo piacere

Niente dolore.

Issate una bandiera

Perché tutti possano vederci.

Apriremo un bar:

Sarà il centro

Della città-rete

Dove tutto è possibile.

Solo piacere

Niente dolore.

Il testo-pretesto è stato “messo in scena” in una forma desueta e non convenzionale nel progetto Teatro Mobile per la Citta’ Rete (Estate Romana 2015 www.teatromobile.it) in una manifestazione-esperimento tesa alla dimostrazione dei possibili utilizzi del Teatro Mobile (un camion chiuso, un camion palcoscenico, un bar, un ring, un luogo di esecuzione, l’hotel dell’uomo ricco, la metafora esplicita e il centro-fulcro della Città Rete). 

  • Opera da tre soldi

L’Opera da tre soldi (Die Dreigroschenopera) venne rappresentata per la prima volta il 31 agosto 1928.

Costruita attorno al principio secondo il quale “Il denaro  regge il mondo” – un principio che tutti i personaggi, nessuno escluso, sembrano far proprio –, l’Opera da tre soldi fa ricorso a un preciso vocabolario dell’economia che elenca libri mastri, assegni,  licenze e utili netti.

Ad essere ‘mostrata’ è l’equivalenza tra “Geschäftsleute”, gente d’affari, e “Banditen”, delinquenti comuni. Insomma una perfetta e perversa interscambiabilità  tra l’organizzazione imprenditoriale e quella criminale, tra lo sceriffo capo di Londra e il boss dei banditi, che culmina nella morale rovesciata proclamata da Macheath: «Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?».

  • Santa Giovanna dei macelli

In Santa Giovanna dei macelli (Die Heilige Johanna der Schlachthöfe), scritta tra il 1929 e il 1930, i mattatoi di Chicago costituiscono il luogo, concreto e simbolico allo stesso tempo, delle lotte tra gli industriali della carne, delle speculazioni degli allevatori di bestiame e dei profitti del mercato azionario. È un mondo, quello che Brecht  mette in scena, che, come dice Giovanna, «è simile a un macello», dove c’è chi «fa guadagno di carne guasta» e dove «persino l’aria ha un prezzo».

Santa Giovanna dei macelli è dunque vicina non solo cronologicamente all’Opera da tre soldi, ma anche nella messa a fuoco, sia pure da prospettive tra loro apparentemente diverse, di una cinica  dimensione economica.

Se il denaro costituisce il filo tematico che unisce i due testi, anche sul piano della scrittura scenica l’Opera da tre soldi e Santa Giovanna dei macelli si servono in modo analogo dello strumento parodistico nei confronti del genere drammatico tradizionale. «È un trionfo della forma aperta» scriveva Herbert Jhering recensendo la ‘prima’ dell’Opera da tre soldi. E se i 3 finali con un happy end, l’uso dei cartelli e dei titoli delle scene, il gioco della citazione con i rinvii biblici, la  musica di Kurt Weill e i songs sono gli elementi che fanno dell’Opera da tre soldi – come dirà lo stesso Brecht  – «il più fortunato esempio del teatro epico», la Santa Giovanna dei macelli usa in chiave parodistica il riferimento alla Fanciulla d’Orléans schilleriana.

“L’economia uccide” (Papa Francesco)

L’idea è quella di proporre, in questo tempo, in questo momento, con una nuova e spregiudicata chiave di lettura, i 3 testi brechtiani ambientandoli non più in folcloristici scenari urbani novecenteschi ma nella metropoli virtuale della new economy, nell’occidente del nuovo millennio. La ricerca di una dimensione scenica di assoluta modernità, frutto di un accurato studio e di una attenta progettazione, il lavoro degli attori, cantanti e musicisti (anch’esso aperto ad una rivisitazione sperimentale) ne possono fare uno spettacolo di successo adatto a teatri e spazi aperti nonché a contesti di riflessione sull’economia, la società e i problemi del lavoro, delle ingiustizie di classe, del rapporto sindacati-potere.

Una “variante straordinaria” potrebbe essere la collocazione del progetto in un “contenitore sperimentale e multidisciplinare” legato all’utilizzo di uno spazio abitualmente chiuso, vuoto, abbandonato. Raccontare dunque la crisi economica e la crisi della cultura in un teatro, una sala, un cinema, chiusi da tempo, inutilizzati, dove un gruppo di artisti senza soldi (teatranti, musicisti, cinematografari, etc.), in un momento di crisi (economica, culturale, sociale, il nostro tempo insomma) prova ad allestire degli spettacoli che parlano appunto di “soldi” (Opera da Tre Soldi, Santa Giovanna dei Macelli), cercando di fare un poco di soldi. Il video (streaming-web) racconta (in tempo reale e nel montato finale) questo incredibile esperimento: come si può “aprire” un teatro chiuso? Come si può fare spettacolo dal vivo senza pubblico ? Come si può, dalla virtualità del web e del video, porre il problema vero dell’uso “nuovo” di spazi “antichi”, nati per la cittadinanza, per il pubblico, per l’aggregazione intorno alla cultura e allo spettacolo?

DIREZIONE ARTISTICA

Antonella Gargano

Laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della “Sapienza Università di Roma” è professore ordinario di Germanistica presso la stessa Facoltà. È membro del collegio docenti del Dottorato in Scienze del testo ed è stata membro del collegio docenti di diversi dottorati anche internazionali.

È stata Presidente di Corsi di laurea (Triennale, Magistrale), delegata del Rettore (Università di Macerata) e ha svolto diverse attività istituzionali all’interno della Facoltà e del Dipartimento di appartenenza.

È stata Presidente dell’Associazione Italiana di Germanistica (AIG).

I suoi principali ambiti di ricerca sono la letteratura del Novecento con una particolare attenzione alle avanguardie, al teatro e alla cultura della Repubblica di Weimar.

Mauro Ponzi 

È professore ordinario di Germanistica presso Facoltà di Lettere e Filosofia della “Sapienza Università di Roma”.

È stato Visiting professor presso l’Università di Roskilde (Danimarca) e presso la “Heinrich-Heine-Universität” di Düsseldorf e ha svolto diverse attività istituzionali all’interno della Facoltà e del Dipartimento di appartenenza.

È stato coordinatore nazionale di diversi progetti di ricerca, tra i quali un progetto PRIN sulla “Klassische Moderne”. Dirige la rivista di letteratura e cultura tedesca “links” (Pisa-Roma) e lo “Hermann-Hesse-Jahrbuch” (Niemeyer, Tübingen).
I suoi campi di ricerca sono Goethe, la letteratura della repubblica di Weimar e la cultura tedesca contemporanea con particolare riferimento ai mass-media.

Marcello Cava

Laureato in Lettere con il massimo dei voti e la lode nel 1990 in Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università di Roma “La Sapienza” (la sua tesi su “Titus Andronicus e la messinscena di Peter Stein”, relatore prof. Ferruccio Marotti, è stata pubblicata in dispensa come testo principale per il corso monografico dell’a.a. 1990-91). Ha pubblicato saggi su “Tito Andronico” (programma di sala, Teatro Stabile di Genova, 1989 e su “Il libro di Teatro”, Bulzoni 1990) e su altri testi teatrali (“Fortuna scenica di Assassinio nella Cattedrale”, Meeting 1990, “La fortuna scenica di Lulu di Wedekind”, Programma di sala 1990, “Zio Vanja in scena”, Programma di sala 1991) e uno studio sul teatro inglese dell’Ottocento (dispense IV Cattedra Storia del teatro e dello Spettacolo 1991). Ha curato la realizzazione della dispensa “Amleto sullo schermo” per il Centro Teatro Ateneo (1992) ed ha tenuto, dal 1998 al 2004, vari laboratori teorici e pratici per il Dipartimento di Musica e Spettacolo e per il Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma “La Sapienza”.

È stato assistente alla regia di Peter Stein (Tito Andronico, 1989 e poi borsista del CNR a Salisburgo e a Berlino, 1992) e successivamente, tra gli altri, di Gabriele Lavia (1991-93) e aiuto regista di Massimo Castri (dal 1993 al 1996) collaborando con molti dei principali teatri stabili italiani.

Come regista ha collaborato con Maddalena Crippa (“La lavatrice”), Massimo Verdastro (serate dedicate a testi di Lina Prosa e Nino Gennaro e videoteatro al teatro Garibaldi di Palermo e ad Ivrea), Ubaldo Soddu e Arturo Annecchino (prima dell’opera lirica “Amor di Ludmilla”, Acquario Romano, 1997).

Ha fondato, nel 1996, Progetto Ambra, un’associazione che ha promosso e prodotto eventi e progetti video per tutelare e recuperare il teatro Ambra-Jovinelli di Roma, vincolato nel 1997 e poi invece distrutto nel 1998. Con l’associazione è stato regista di “Vladimir Maiakovski”, spettacolo-concerto (Ambra Jovinelli, 31 luglio 1996), “Due Ambra Due” (eventi, esposizioni ed incontri 21 e 22 ottobre 1996), “Nerone” di Ettore Petrolini spettacolo-concerto (13 giugno 1997). Ha inoltre curato la versione radiofonica de “Il Funambolo” di Jean Genet (Radiotre RAI) e realizzato, in collaborazione con il Centro Teatro Ateneo, nel 1998, il progetto “Octavia, una tragedia romana”, prima rappresentazione assoluta (una tragedia al Museo: aula ottagona del Museo Nazionale Romano, gennaio 1998, una tragedia alla Radio, Radiotre RAI, giugno 1998, una tragedia romana al Teatro Romano di Ostia Antica, 20-21-22 agosto 1998)

Ha collaborato con importanti istituzioni quali:

il Teatro di Roma (progetto su Alberto Savinio, 1999 e “Una settimana da leggere”, 1999 e 2000 – serate tematiche al Teatro Argentina letture d’autore con Roberto Herlitzka, Ennio Fantastichini, Paolo Bonacelli e Piera degli Esposti accompagnati dal vivo da Dj, e poi concerti di Raina Kabaivanska, Pierre Favre e Vandermark 5, progetti di Walter Pedullà);

il Piccolo Teatro di Milano (regia di “Andiamo” di Ludovica Ripa di Meana con Franca Nuti, Laura Marinoni, Aldo Reggiani e gli interventi di Vittorio Sermonti e Sergio Givone, progetto di Luca Ronconi), l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (regia degli interventi musicali dal vivo nella mostra “I colori della Musica” a Palazzo Barberini, musiche di De Rossi Re, progetto di Luciano Berio);

il Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma “La Sapienza” (laboratori di messinscena su Marinetti e Vitrac – 2000-02 e “Le Troiane” di J.P. Sartre 2009-10) e, in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria, ”Vita di Galileo” di Brecht nel chiostro di San Pietro in Vincoli (luglio 2003, maggio 2004, maggio 2005, febbraio 2006, luglio 2009, settembre 2012-13, dicembre 2014) e “Drammi Didattici” di Brecht (marzo 2004, febbraio 2005, aprile 2013) e “I Fisici” di Dürrenmatt (maggio 2005, febbraio 2006).

Nel 1999 ha fondato l’associazione “Ombra”, con la quale ha prodotto il film “Baal” di Bertolt Brecht (progetto videoteatrale per luoghi di Roma), e realizzato “Pier Paolo Pasolini, in memoria di uno scrittore” con Massimo Popolizio e musica dal vivo di Zu (teatro di Ostia Antica, 7 agosto 2001).

Con “Ombra associazione”, e poi con “Alyax soc coop”, ha progettato e realizzato i seguenti progetti:

il progetto su Jean-Paul Sartre, che ha visto, in collaborazione con le tre università romane e varie istituzioni comunali e regionali, la messa in scena in luoghi emblematici di Roma e dell’Italia di “Morti senza sepoltura” (Rialto al Sant’Ambrogio novembre 2000, Teatro India novembre 2001, Museo della Liberazione di Via Tasso, 2002, San Severo al Pendino di Napoli aprile 2002, Sant’Anna di Stazzema, aprile 2003), “Porte Chiuse” (Teatro India, auditorium di Mecenate e Museo Napoleonico, 2004-2005) e “Le Mosche” (lettura scenica presso l’Aula magna di Roma Tre e de “La Sapienza”, centenario della nascita di Sartre, 2005, spettacolo a Palazzo Altemps, aprile 2013 e alla Centrale Montemartini, novembre 2015);

“Spaziaroma, per una ricognizione dei luoghi della cultura e dello spettacolo a Roma” con il Prof. Giorgio Muratore (Facoltà di Architettura di Valle Giulia) serie di convegni, visite guidate, spettacoli, concerti e pubblicazioni realizzati con il sostegno di istituzioni regionali e comunali, in vari luoghi di Roma (2002-2005).

Dal 2005 è il direttore artistico di “Alyax soc coop”, una cooperativa sociale che si occupa di progetti e servizi legati alla cultura e allo spettacolo.

Come insegnante e conduttore di laboratori teorici e pratici ha collaborato con il Dipartimento di Musica e Spettacolo e con il Centro Teatro Ateneo, tenendo lezioni e seminari come professore a contratto e curando pubblicazioni (1990-2010).

Negli a.a. 2006-2007 e 2007-2008 è stato professore a contratto di Istituzioni di Regia presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza”.

Ha condotto laboratori rivolti a studenti liceali di Scuole Superiori nell’ambito dei progetti “Il Collegio Romano” (2012-13 e 14) con Liceo E.Q. Visconti, nell’ambito di “Classicidentro” con i Licei Visconti, Virgilio e Giulio Cesare (2014); inoltre condotto un laboratorio sul Teatro Classico con saggio finale dedicato a “Troiane” da Euripide (nella riscrittura di Sartre) presso il Liceo Virgilio di Roma (primo semestre 2014) e Casa Internazionale delle Donne (marzo 2015). Ha condotto, dal settembre 2014, il progetto “Teatro e Scuola: esperimenti sul teatro didattico del Novecento: La Lezione e la Guerra” vedi www.alyax.org) nell’ambito dei progetti “Scuola on Demand” di Regione Lazio. Ha ideato il progetto Teatro Mobile con una serie di manifestazioni anche per Estate Romana 2015 e, nell’ambito di Shakespeare 2016 Memoria di Roma, ha ideato e realizzato le anteprime del “Viaggio con Giulio Cesare ai Fori Imperiali”.

Da anni lavora sui grandi autori della tradizione ed è specializzato nella realizzazione di messinscene pertinenti, creative e non invasive, in luoghi significativi della città di Roma nella convinzione-certezza che l’evento teatrale, in quanto unico ed irriproducibile, tragga forza, e non limite, dalla singolarità spaziotemporale che lo genera.