September 14, 2016

Terzo Episodio – Santa Giovanna dei Macelli al mattatoio di Testaccio

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La carne e il denaro

percorso nell’ex-Mattatoio di Testaccio ascoltando frammenti di

  1. Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht

Itinerario per spettatore-visitatore audioricevente

nell’ex-mattatoio|campo boario di Testaccio

a cura di Marcello Cava

 

con (in voce e-o in presenza), tra gli altri,

Margherita Arioli, Anna Dall’Olio, Flavio Capuzzo Dolcetta,

Nicola Pecora, Chiara Pilloni, Letizia Russo

e

Antonella Gargano, Massimo Guarascio Piero Marietti, Antonella Sbrocchi, Enrico Vampa

e Nicola D’Eramo

e la partecipazione straordinaria di

 

PAOLO BONACELLI e GALATEA RANZI

 

colonna sonora Zydrico

dal 23 al 25 settembre [ore 17] ExMattatoio Testaccio

Sistema di audiocuffie riceventi realizzato da MUSOUND

Si ringrazia VILLAGGIO GLOBALE

La conclusione della manifestazione per l’Estate Romana è stata affidata all’utopia dei “soldi virtuosi” con un progetto itinerante che ha attraversato gli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio con “Santa Giovanna dei Macelli”.

 

In Santa Giovanna dei macelli (Die Heilige Johanna der Schlachthöfe), scritta tra il 1929 e il 1930, i mattatoi di Chicago costituiscono il luogo, concreto e simbolico allo stesso tempo, delle lotte tra gli industriali della carne, delle speculazioni degli allevatori di bestiame e dei profitti del mercato azionario. È un mondo, quello che Brecht mette in scena, che, come dice Giovanna, «è simile a un macello», dove c’è chi «fa guadagno di carne guasta» e dove «persino l’aria ha un prezzo».

Santa Giovanna dei macelli è dunque vicina non solo cronologicamente all’Opera da tre soldi, ma anche nella messa a fuoco, sia pure da prospettive tra loro apparentemente diverse, di una cinica dimensione economica.

Se il denaro costituisce il filo tematico che unisce i due testi, anche sul piano della scrittura scenica l’Opera da tre soldi e Santa Giovanna dei macelli si servono in modo analogo dello strumento parodistico nei confronti del genere drammatico tradizionale. «È un trionfo della forma aperta» scriveva Herbert Jhering recensendo la ‘prima’ dell’Opera da tre soldi. E se i 3 finali con un happy end, l’uso dei cartelli e dei titoli delle scene, il gioco della citazione con i rinvii biblici, la musica di Kurt Weill e i songs sono gli elementi che fanno dell’Opera da tre soldi – come dirà lo stesso Brecht – «il più fortunato esempio del teatro epico», la Santa Giovanna dei macelli usa in chiave parodistica il riferimento alla Fanciulla d’Orléans schilleriana.

“ Si salvano le banche ma non le persone. Siamo alla bancarotta dell’umanità”

“L’economia uccide”

(Papa Francesco)

  

Ricordi, Cridle? Giorni fa andavamo,

noi due, traverso i Macelli — era sera.

Eravamo presso alle macchine nuove.

Cridle, ti ricordi di quel bue

biondo, grande, ingenuo, gli occhi al cielo,

che fu ammazzato?

Quanto sangue!

L’esperimento “in cuffia” per spettatore-visitatore audioricevente ha toccato in questa occasione una punta di estrema sperimentazione: l’ascolto del testo avveniva infatti camminando, guidati da attori-collaboratori che portavano i “cartelli” delle scene pensati come “stazioni” di una “via crucis” laica, negli spazi di archeologia industriale dell’Ex Mattatotio di Testaccio.

Nessuna messinscena del testo ma solo la dimensione immaginifica del “viaggiare ascoltando”: per una partecipazione, solitaria (nell’isolamento acustico della cuffia) ma collettiva (nel movimento di gruppo), per un viaggio\ visita\denuncia in una delle aree più problematiche ed affascinanti della città di Roma……

 
 

 

Foto di Lorenzo Dell’Olio